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comunicato stampa

Nuovo Parco Villa Argentina, i risultati finali del processo partecipativo

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Nel settembre 2023, la Città di Mendrisio lanciava il progetto “Un giardino di idee nel cuore della Città”, inteso quale percorso partecipativo rivolto alla popolazione per immaginare e co-progettare un nuovo futuro per il Parco di Villa Argentina.

L’operazione si prospettava un’eccellente occasione dopo l’ultima acquisizione (nel 2021) di un fondo da parte dell’ente pubblico che ha così riportato il parco alla sua estensione originaria. Per condurre questo progetto, il Municipio ha richiesto la collaborazione e l’accompagnamento del Dipartimento ambiente, costruzioni e design della Supsi, oltre che di un consulente scientifico esterno.

Declinata in tutte le fasce d’età, la popolazione ha risposto all’appello sfiorando la soglia delle 900 idee. Mediante le cartoline digitali inviate dal sito web e quelle cartacee imbucate presso le panchine del parco si sono totalizzate 239 idee. Quelle formulate dalle scuole dell’infanzia ed elementare sono state 273 e dalle scuole medie 169. Durante la “Giornata delle idee” del 14 ottobre 2023 sono state espresse sulla mappa 96 ulteriori idee, alle quali si aggiungono 56 idee sviluppate nel laboratorio dedicato ai Consigli delle bambine e dei bambini e 55 idee sviluppate nel corso del laboratorio dedicato ai Consigli delle giovani e dei giovani. Il totale raggiunto è dunque di 888 idee-proposte. La giornata-evento ha visto inoltre la partecipazione di circa 300 persone, mentre il sito web ha registrato 4000 contatti.

Tutte le idee raccolte sono passate al vaglio di un workshop su invito denominato “Dai semi ai frutti” tenutosi lo scorso gennaio, alla presenza del team di progetto, del consulente esterno e dei rappresentanti dell’Ufficio cantonale dei beni culturali, delle autorità comunali, degli enti istituzionali confinanti con il parco e dei Consigli dei bambini e dei giovani. Inoltre sono stati invitati alcuni cittadini che hanno partecipato attivamente alla giornata del 14 ottobre proponendo delle attività che hanno animato l’evento. Nel complesso, una quarantina di persone in rappresentanza dei vari portatori d’interesse che ruotano attorno al parco.

Sette categorie di idee

In primo luogo, le idee sono state classificate per tipologia. Inizialmente sono stati individuati dieci macro temi che, successivamente, sono convogliati in sette categorie: gioco (232), infrastrutture (178), elementi naturali (152), sport (116), socialità (83), arredo urbano (77), eventi (37). Qualcuno ha anche avanzato la proposta di non fare nulla per il parco preservandolo semplicemente o di effettuare interventi piuttosto in altre aree di Mendrisio (13). Un primo indiscusso esito è che il parco debba essere un luogo di socializzazione intergenerazionale.

La collocazione spaziale delle idee

In secondo luogo, si è stilata una mappa, collocando tutte le idee nei vari ambiti spaziali del parco. Le aree adibite al gioco si sviluppano per esempio a partire dal parco giochi esistente e si estendono alla parte superiore e ai terreni retrostanti le scuole elementari di Canavéé (le cosiddette balze). L’arredo urbano è proposto soprattutto nella parte alta e nelle balze, con singole aggiunte anche nel parco storico. Gli eventi sono pensati dove si svolgono già oggi, sul retro della villa, senza tuttavia escludere anche la parte alta. Nell’area dei terrazzamenti, oltre la grotta, e nelle balze si ipotizzano numerose attività anche legate alla natura e alla coltivazione della terra, con l’elemento acqua che tematizza l’intero parco. La visione d’insieme mostra le varie sovrapposizioni funzionali e offre senz’altro materia di approfondimento ai futuri progettisti.

La fattibilità delle idee

Un ulteriore passo è stato di suddividere le idee in base al loro grado di attuazione.

  • Nelle “Idee da coltivare” sono state poste quelle che possono attecchire immediatamente, ovvero pronte a un percorso di progettazione e di realizzazione. Qui troviamo per esempio un parco giochi posizionato dove c’è attualmente, ma completamente rinnovato e costruito con elementi naturali. Per i frequentatori più adulti ci potrebbero essere i classici giochi da tavolo (la dama, gli scacchi, i mattoncini tipo lego) disponibili in bibliocabine, oppure anche in dimensione gigante da giocare sul prato. Inoltre divanetti relax in una zona più tranquilla per studiare, magari attrezzata con libri e giornali. Tavoli e grill per pic-nic, percorsi anche per carrozzine, fontana rinfrescante e diversi punti acqua, sedie e sdraio disseminate un poco ovunque, pannelli informativi di accoglienza e normativi. E ancora, orti comunitari e orto botanico, fiori e alberi da frutto, servizi igienici, l’aula nel bosco per attività didattiche. Tra gli eventi temporanei da attuare subito ci sono il cinema e le esposizioni di arti figurative.
  • Nelle “Idee da tenere in serra” sono state riunite quelle idee che hanno un potenziale, ma che richiedono ancora riflessione, approfondimento o un tempo di maturazione. Ne sono un esempio la grande casa sull’albero, il grande percorso per palline, l’area recintata per i cani, i punti di ristoro, i percorsi natura, le isole ecologiche, i vigneti, gli animali, la natura selvaggia, l’area sportiva polivalente. Anche per musica, teatro, danza, mercatini va approfondito l’impatto sul parco.
  • Nelle “Idee per la banca dei semi” sono confluite invece le idee che potranno essere riconsiderate in altri momenti o in altri luoghi della città, come il parco avventura, scivoli e teleferiche, luna park, punti di ricarica elettrica.

Lo studio conoscitivo sul parco

Una condizione chiara fin dall’inizio del processo partecipativo era che qualsiasi nuova idea di progettazione dovesse tenere in considerazione lo stato e lo statuto del parco, con i suoi elementi di valore storico e paesaggistico e quindi essere compatibile con i vincoli di un bene culturale di interesse cantonale. Per comprendere meglio il punto di partenza, il Municipio ha commissionato alla Supsi uno studio conoscitivo che esaminasse tutta la documentazione esistente sul parco con i suoi avvicendamenti pianificatori, perché esso è chiaramente il risultato della sovrapposizione di diverse visioni paesaggistiche succedutesi nel tempo. Focalizzare le varie stratificazioni equivale infatti a comprendere e definire meglio il ruolo del parco nel contesto locale e regionale.

Lo studio ripercorre tre fasi di sviluppo storico:

  • 1873-1883 Il parco scenografico che prende vita dalla progettazione originaria dell’arch. Antonio Croci. Questa contempla il piazzale in ghiaia con una fontana centrale proprio di fronte alla villa e una distribuzione simmetrica delle strutture (scuderie e serre) lungo l’asse che conduce alla collina, con il belvedere e le ali del pergolato che chiudono la visuale. A monte, la selva castanile presenta già alberi di grandi dimensioni.
  • 1883-1910 Lo sviluppo laterale che rafforza i confini del parco con acquisizione di nuovi terreni, scherma la villa con altre costruzioni accessorie senza apportare significative alternazioni al parco.
  • 1910-1926 Il parco all’inglese che trasforma l’area centrale, convertendo la sequenza di spazi lungo l’asse con un susseguirsi armonico di vialetti e aiuole fino alla grotta. La villa risulta così immersa nel paesaggio secondo il gusto del giardino all’inglese. Le parti sulla collina rimangono invariate.

Lo studio rileva inoltre l’evoluzione della vegetazione, da quella originale a quella inserita negli anni successivi, individuando anche quella nel frattempo rimossa. Attualmente questo studio è in fase di condivisione con l’Ufficio dei beni culturali.

Gli indirizzi basilari

Le analisi hanno messo in evidenza alcuni punti orientativi imprescindibili.

  • Il parco storico è un bene prezioso culturale da conservare e un tesoro paesaggistico da curare, adattandolo ai cambiamenti climatici e alle esigenze delle piante.
  • Gli elementi strutturali del parco dovranno evolvere per soddisfare le attuali necessità di inclusione e sicurezza, rispettando la biodiversità e l’ecocompatibilità.
  • Le strutture aggiuntive per lo sport e il tempo libero dovranno integrarsi nel parco in modo innovativo e rispettoso, privilegiando soluzioni temporanee e reversibili.

I passi futuri

Le idee raccolte e analizzate serviranno ora per definire un programma – una sorta di Charta dei desiderata della popolazione – che fungerà da fondamento per coloro che saranno chiamati a progettare il Nuovo Parco Villa Argentina. Seguirà la realizzazione di un masterplan, ovvero di un documento d’indirizzo strategico con l’ipotesi complessiva del nuovo parco. Esso definirà i soggetti interessati, le fonti di finanziamento, gli strumenti e le azioni necessarie per la sua attuazione, le tappe di realizzazione delle infrastrutture e della cura/piantumazione dei vegetali.

Naturalmente occorre attendersi dei tempi di concretizzazione relativamente lunghi, dettati dagli iter procedurali di legge. Tuttavia, volendo favorire fin da subito la frequentazione del parco, il Municipio vaglierà a breve alcune soluzioni provvisorie di arredo e delle attività che possano vivacizzare il parco. Si pensa per esempio a campagne di volontariato per la pulizia dei sedimi, letture e giochi per bambini, visite guidate sulle varietà botaniche e sulla storia del parco, piccoli intrattenimenti musicali, passeggiate in compagnia di esperti, conferenze, tornei di scacchi giganti, momenti conviviali e via dicendo. Dal canto suo, l’Accademia di architettura sta già lavorando con gli studenti alle migliorie del “Cortile Aquilone” per mantenerlo spazio da utilizzare e di ritrovo.

La partecipazione prosegue

Tutte le informazioni relative ai risultati qui sintetizzati sono presenti sul sito nuovoparcovillaargentina.ch, tramite il quale la popolazione potrà continuare ad avanzare idee e proporre attività di animazione da organizzare nel parco



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-03-2024 alle 17:48 sul giornale del 28 marzo 2024 - 30 letture






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